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Le storie

di Francesco Meneguzzo

Antoniazzi e il salto appena assaggiato. «Ma la C la farò qui»

Pallone d'Oro 18 mar 2022
Antoniazzi in un momento di gioco con l'Arzignano Antoniazzi in un momento di gioco con l'Arzignano

Calcio, studio e alimentazione sana: ecco i segreti di Manuel Antoniazzi. Come dice il famoso alpinista bergamasco Simone Moro "i sogni non sono mai in discesa" e questa pare essere senza dubbio anche la mentalità del centrocampista classe 2000 in forza all'Arzignano protagonista, soprattutto nell'ultimo anno e mezzo, di una crescita impressionante.
Un'esplosione, o se si vuole una consacrazione, non di certo figlia del caso quella riuscita al "golden boy" di Chiampo che sul punto dichiara. «Il calcio è sempre stato la mia vita e fin da piccino ho sognato di poter approdare un giorno nel professionismo; questo sport ti può dare davvero molto ma sicuramente, alla pari di tutte le altre discipline, richiede quell'impegno e quei sacrifici che magari altri ragazzi non tollerano o non sono disposti ad affrontare tipo limitare le uscite la sera prima della gara o avere un regime alimentare controllato... a tal proposito voglio ringraziare la mia ragazza Sofia che ormai sopporta tutto ciò, lei sa in quali giorni possiamo andare a cena ma quando usciamo - dice in tono scherzoso Antoniazzi - devo concedermi uno sgarro rispetto alle tabelle altrimenti prendo parole».

Un sogno da prof Fatica e sudore spesi sul campo per poter esaudire quel sogno che accomuna il mediano del Grifo alla stragrande maggioranza dei bambini che iniziano a dare due calci al pallone; e a dire il vero il tuttofare arzignanese al banchetto dei "prof" ci sarebbe già approdato visto e considerato che fu proprio lui, poco più di tre anni fa (per l'esattezza era il 28 aprile 2019), a siglare il gol vittoria alle spese dell'Este che spalancò le porte della Lega Pro al club del presidente Lino Chilese. L'anno successivo però.... «rimasi fino a gennaio per poi trasferirmi a Recanati; di fatto ho disputato solo alcune gare di Coppa, non sono riuscito ad esordire in campionato ma spero di potermi togliere un giorno questa grandissima soddisfazione magari proprio con la maglia dell'Arzignano: sarebbe davvero la classica ciliegina sulla torta».

I maestri Le qualità di Antoniazzi non si scoprono di certo oggi, ma il talento non basta per sfondare, servono infatti anche delle guide che ti permettano di esprimerti al meglio: «Ho avuto la fortuna di incontrare diversi bravi allenatori sulla mia strada ma i migliori sono stati Paolo Maggio che ai tempi del Montecchio è stato quasi un secondo papà, Vincenzo Italiano che era una sorta di professore, Daniele Di Donato che mi ha fatto crescere molto sotto tutti i punti di vista e ovviamente Giuseppe Bianchini grazie al quale sono cambiato e maturato tantissimo anche sotto il profilo umano».