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Le storie

di Alex Iuliano

Bertoncello, dieta a pasta e bresaola come Pippo Inzaghi

Pallone d'Argento 16 mag 2022
Enrico Bertoncello Enrico Bertoncello

Non è un attaccante come "lui". Non c'è la parola "super" davanti al suo nome. Non ha segnato in finale di Champions League eppure fra Enrico Bertoncello e "lui" ci sono almeno tre caratteristiche comuni: la passione sfrenata per il calcio, la fede milanista e la dieta. "Lui" è Pippo Inzaghi mentre l'altro, appunto, è Enrico Bertoncello. Centrocampista del San Pietro Rosà, bravo di testa, punto di riferimento della squadra, dotato di tecnica e grande senso d'appartenenza. Ma torniamo alle tre caratteristiche che lo accomunano a Super Pippo. «La mia passione per il calcio nasce da quando ho iniziato a camminare. Il pallone tra i piedi è una cosa che ho sempre avuto, un amore incondizionato».

Enrico nasce e cresce in una famiglia dove il calcio piace molto ed è molto seguito da papà, cugini e zii. «Siamo una specie di Bar-Sport formato famiglia». E così arriviamo al secondo punto in comune con Inzaghi: la fede rossonera. «Sono un grande appassionato di due squadre: Vicenza e Milan, al contrario di mio padre che invece tifa l'Inter. Questo fa capire che aria si respira quest'anno in famiglia... e lo sfottò non manca mai. Le uniche partite che guardo con mio padre sono quelle dell'Italia e visto che non parteciperemo ai Mondiali, credo che per un po' ne vedremo poche assieme. Mi piace raccontare un ricordo in particolare: era il derby dell'anno scorso, Milan-Inter, e sono andato allo stadio con la mia fidanzata. Una giornata ricca di emozioni, i miei due "amori" finalmente insieme e poi... ho dovuto subire le prese in giro di mio padre per il risultato finale. La strada da San Siro a casa è stata lunga... e faticosa, alla fine è stato come se avessi corso e sudato io e non i giocatori». Ma è il terzo punto in comune con l'ex campione del Milan che li rende molto simili: la dieta. «Non ho oggetti portafortuna ma un rito sì: prima della partita, infatti, mangio sempre solo ed esclusivamente pasta in bianco e bresaola. Da quando gioco a calcio questa è la mia dieta, proprio come Super Pippo... Lui la seguiva tutti i giorni, io mi limito alla domenica ma in effetti sotto questo punto di vista posso dire che "assomiglio" a Inzaghi. E poi, sempre, dopo il pranzo faccio stretching, un rito che non deve mai mancare prima dell'inizio di una partita».

E chissà che, proprio come Inzaghi, Enrico non riesca (con le dovute proporzioni) a togliersi la soddisfazione di vincere un campionato. In passato ci è andato vicino con il San Pietro di Rosà. «Il mio sogno del cassetto è di riuscire a fare il salto di categoria. Quest'anno c'è mancato davvero poco, il vero segreto per vincere è nella "magia" di uno spogliatoio che vuole sognare a occhi aperti. Intanto però io continuo la mia dieta, non si sa mai...».