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Le storie

di Chiara Ferrante

Campagnolo story: «Gioco a calcio grazie alle suore»

Pallone d'Argento 03 giu 2022
Jaier Campagnolo Jaier Campagnolo

«Sono state le suore dell'asilo a dire a mia mamma di mandarmi a giocare a calcio perché ero un po' troppo scalmanato». Arriva così il debutto nel calcio di Jaier Campagnolo, oggi difensore centrale del Team Marchesane militante in Seconda Categoria. Classe '85, Jaier Campagnolo gioca per la prima volta nel Ca' Baroncello.
Dopo alcuni anni, passa al Bassano e poi al Romano seguendo il percorso delle giovanili. «Qui ho fatto l'esordio in prima squadra giocando per due anni. Poi sono andato a Rosà dove sono rimasto più di 12 anni - racconta il giocatore originario di Bassano -. Seguono un anno all'Ezzelina e poi l'esperienza alla Virtus Romano. Dopo quattro anni con i colori della Virtus sono arrivato al Team Marchesane giocando la mia prima stagione nel campionato 21-22». Gli inizi lo vedono esterno alto, poi non si è più spostato dalla linea di difesa. «Durante una partita non c'erano difensori e così il mister mi ha messo a fare il terzino. Da quel momento ho sempre giocato difensore: da terzino a centrale».
Per Campagnolo il calcio rappresenta una valvola di sfogo. «Dalla scuola prima e dal lavoro poi. Non vedevo l'ora di andare a giocare per sfogarmi e trovarmi con gli amici. Il gruppo: stare insieme ad altri ragazzi è ciò che mi spinge ancora adesso a giocare. Altrimenti avrei già smesso. Sono sempre stato fortunato perché ho sempre trovato gruppi dove sono stato bene. Ogni anno ho voglia di ricominciare». Per lui, infatti, se dici calcio dici gruppo. «Se ho giocato tutti questi anni è merito dei gruppi che ho trovato nelle varie società dove sono stato. Dopo lavoro andare ad allenarsi dove non ti trovi bene non è facile. Gli anni della pandemia, nonostante le difficoltà, hanno portato alla decisione di continuare il percorso. Stavo pensando di smettere, però non volevo finire la carriera non portando a termine un campionato».
Dalla stagione 21-22 veste i colori, quindi, del Team Marchesane. «La squadra era nuova. Erano rimasti due soli giocatori dallo scorso campionato. Per tanti era l'esordio in prima squadra. Gruppo giovane, ma ci siamo trovati subito bene lavorando per puntare alla salvezza». Oltre al lavoro sul campo, nella società bassanese ha trovato anche la candidatura al Pallone d'Oro. «Sono molto contento: è un premio per tutti gli anni che ho giocato. Essendo il mio primo anno qui significa, inoltre, che ho fatto una buona impressione». Nella vita è un falegname, un amore tramandato dal nonno e dal padre. «È una passione di famiglia. Fin da piccolo aiutavo papà e zii. La passione è cresciuta e ho continuato».