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Le storie

di Stefano Angonese

Cristofori, una vita nell'inchiostro con molti tatuaggi

Pallone di Bronzo 11 mag 2022
Marco Cristofori difensore centrale del Real Rampazzo Marco Cristofori difensore centrale del Real Rampazzo

L'inchiostro racconta. Nel caso dei tatuaggi di Marco Cristofori, 27enne centrale difensivo del Real Rampazzo, svela alcuni frammenti di vita, sua e delle persone a cui vuole bene. Un viaggio, sul corpo e nell'anima, che al momento conta undici tappe.
L'ultima, freschissima, poche settimana fa. «Il nome della mia terza nipotina, che fa compagnia a quelli delle altre due e alle iniziali dei miei genitori, Virgilio e Antonella». Il suo viaggio nel mondo dei dilettanti, invece, ne conta appena tre: Quinto Vicentino, Pedezzi e Real Rampazzo. In mezzo, a onor del vero, pure una "sosta" nel campionato CSI.
«Fino ai 10 anni praticavo anche il basket; poi ho dovuto scegliere. Il percorso nel vivaio biancorossoverde mi ha regalato varie soddisfazioni: abbiamo vinto un campionato allievi e uno juniores e per due volte siamo arrivati in finale al torneo "Berto". Quindi l'esordio in Prima categoria (con retrocessione), qualche apparizione in Seconda; poi la parentesi tra gli amatori prima di rientrare a Quinto per prendere parte al progetto della squadra "B", con gli amici di sempre. Un biennio da capitano importante».
Nel 2019 arriva la chiamata della Pedezzi. Due stagioni rovinate dal covid-19, ma comunque da archiviare alla voce "bella esperienza". E poi, in estate, si concretizza il passaggio in Terza categoria dove ritrova ex compagni del Quinto e contribuisce al miglior campionato di sempre dei "gialli" della frazione di Camisano Vicentino: 6° posto nel girone A di Padova con 28 punti. «Una buona annata, come gruppo siamo cresciuti; mi spiace però aver perso la caraffa di birra per non aver raggiunto quota cinque reti, come da scommessa con un compagno. Mi sono fermato a tre».
Sarà per la prossima, visto che il futuro dovrebbe essere ancora nel Real. «La volontà di proseguire da ambo le parti c'è; dobbiamo comunque alzare l'asticella delle ambizioni e puntare almeno alla zona playoff». Il livello del girone di Padova? «Nel vicentino c'è un po' più qualità; mentre qui si gioca un torneo più ruvido, ma le buone squadre ci sono. Anche quelle "B" che hanno chiuso al 3° e al 5° posto». L'inchiostro racconta. Anche il giocatore. «Sul polpaccio destro ho un tattoo simile a quello di De Rossi con il segnale di pericolo-scivolata, anche se il mio modello è il "muro" Samuel. Sui parastinchi ho la scritta "The wall". Amo metterla sul piano fisico, anche nei duelli aerei, e ogni tanto qualche "legnà" mi scappa». L'inchiostro racconta. Rende indelebili momenti difficili (un incidente da bimbo), esalta passioni (l'Inter) e sentimenti profondi: «Tempo fa un amico è rimasto ricoverato per circa un anno in ospedale; una volta uscito, lui, io e un altro amico, ci siamo tatuati una molecola di serotonina con le nostre iniziali».