null

Le storie

De Mori e il mito «Mi ispiro a Zanetti per la sua umiltà»

Pallone d'Argento 24 mag 2022
Il difensore Alessandro De Mori rappresenta i colori del Lonigo Il difensore Alessandro De Mori rappresenta i colori del Lonigo

Risiede nell'incantevole Soave eletta "borgo dei borghi" 2022  Alessandro De Mori, 29 anni, difensore centrale del Lonigo, candidato al pallone d'argento. «Da soavese mi sento orgoglioso di questo successo che sta garantendo un notevole richiamo di visitatori in paese e che mi auguro possa contribuire a promuoverlo sia per l'indubbia qualità del suo vino, ma anche per lo splendido contorno di colline e mura medievali che abbracciano il castello scaligero. Quando c'è l'occasione mi piace poi degustare il vino e le varie tipologie che caratterizzano il nostro territorio e visitare le cantine per capire il metodo di lavoro: in Italia ogni realtà è diversa dall'altra ed è affascinante scoprire le peculiarità e la storia di ogni posto».

Dopo una lunga esperienza nel Veronese, avendo debuttato a 18 anni nel Caldiero (Eccellenza), da due stagioni è di nuovo al Lonigo. «Anche se l'esperienza alla Provese mi ha dato molto sul piano calcistico e umano, sono ritornato volentieri in un ambiente ideale che consente di esprimersi senza troppe pressioni, valorizzando il più possibile i tanti giovani del vivaio. Non a caso siamo stati una delle squadre con età media più bassa nel girone D di seconda categoria raggiungendo il settimo posto con la salvezza in largo anticipo». Tanti i tecnici che hanno segnato il suo percorso calcistico. «Direi Flavio Carnovelli che ho avuto sia nella Berretti della Sambonifacese che nella Provese per i consigli preziosi sia sul piano tecnico che della determinazione, poi Maurizio Battistella, neo promosso quest'anno in Promozione con la Pro Sambonifacese, che mi ha guidato nelle giovanili della Sambonifacese disputando anche il prestigioso torneo calcistico internazionale "trofeo Ferroli" con avversario anche il Real Madrid e che mi ha trasmesso valori autentici».

E, a proposito del suo ruolo: «Per me è fondamentale avere una buona lettura di gioco per intervenire senza impulso, inoltre ho un buon colpo di testa che mi ha permesso di realizzare anche qualche gol. Tra i giocatori cui mi ispiro vista la fede nerazzurra direi capitan Javier Zanetti per l'umiltà e l'instancabile mettersi a disposizione della squadra». Il futuro? «Al momento mi sto confrontando con la società, ma quel che è certo è che l'obiettivo per il Lonigo sarà quello di continuare a migliorarsi puntando a ritornare in categorie superiori, più consone al suo nobile passato».