null

Le storie

di Francesco Meneguzzo

Ecco Lissa Dal Prà, mediano da corsa anche in montagna

Pallone d'Argento 02 mag 2022
Nadir Lissa Dal Prà Nadir Lissa Dal Prà

«Sogno un giorno di poter prendere parte alla maratona di New York anche se ho paura di prendere l'aereo». Queste le parole di Nadir Lissa Dal Prà, centrocampista e punto di forza del Dueville (Prima categoria) che oltre a divertirsi giocando a pallone nutre una passione sfrenata per la corsa; che sia per strada, sullo sterrato o in montagna non fa differenza, per il motorino della mediana gialloverde la cosa stuzzicante è fare e sentire fatica. «Adoro correre tanto che quando militavo a Schio ad un certo punto della stagione oltre ai tre allenamenti settimanali e alla partita andavo a correre il lunedì, il giovedì e il sabato mattina sparandomi anche 15 chilometri di corsa in montagna dove ad un certo punto si sente lo sforzo fisico prodotto».

«Un anno - prosegue l'ex calciatore dello Schio - sono riuscito a partecipare sia alla maratona Alpina (da Piovene a Campogrosso, 42 chilometri) che alla Trans d'Havet (da Piovene a Valdagno con una distanza di 80 km), ora il tempo a disposizione è anche calato visto che il 29 dicembre con grandissima gioia la mia compagna Ilaria ha messo alla luce Isabel però magari potrei puntare alla maratona di Venezia o alla classica corsa in alta quota». Vista la sua propensione al sacrificio Dal Prà non poteva che non giocare in mediana: gente abituata a non mollare mai, a stare sempre nel vivo dell'azione lavorando molto - come cantava Ligabue nella sua celebre canzone "Una vita da mediano"- sui polmoni. E pensare che inizialmente: «Ho iniziato a giocare a pallone a 8 anni grazie ad alcuni miei amici che mi hanno invitato ad andare al campo, all'epoca infatti praticavo il nuoto ma sinceramente quello sport non mi è mai piaciuto tanto che ho imparato davvero poco durante i corsi a cui ho preso parte». «Ricordo che fino alla categoria allievi mi schieravano come difensore tanto che il mio idolo era il grande Paolo Maldini, dagli allievi invece un mister decise di provarmi in mediana e devo dire che a centrocampo mi sento molto più a mio agio oltre a divertirmi assai tanto». Il 29enne centrocampista di Torrebelvicino prosegue poi svelando il suo particolare rito portafortuna pre-gara: «Da quattro anni a questa parte nel giorno di tutte le partire mi vesto sempre con i medesimi calzini e lo stesso paio di mutande... ormai questa è diventata una sorta di piacevole consuetudine e direi che non mi sta portando male se guardo i risultati».