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Le storie

di Alex Iuliano

Fides-Valente, una storia d'amore nata... col crociato

Pallone d'argento 07 apr 2022
Bandiera Classe 1995, Fabio Valente è cresciuto nel vivaio della Fides Bandiera Classe 1995, Fabio Valente è cresciuto nel vivaio della Fides

Cadere per rialzarsi più forti di prima è forse la vittoria più bella, nello sport come nella vita. Quando ti si rompe il crociato e tu sei nel bel mezzo di una stagione in cui i tuoi gol servono, in cui i tuoi compagni sono la tua famiglia, allora cadere fa male a te e a loro. Ma quando ti rialzi, scopri quanto è bello tornare a guardare tutti negli occhi con lo sguardo fisso e il sorriso di chi ce l'ha fatta. Fabio Valente non ha vinto ancora nulla con la prima squadra della Fides San Pietro in Gu, ma essere lì, esserci ancora, correre e segnare per quella maglia è bello come alzare un trofeo... almeno per il momento. «Quando cinque anni fa mi sono rotto il crociato ho capito davvero quanto mi mancava quello che avevo, la mia quotidianità. Sono stato fermo per quasi un anno e mezzo e come in una storia d'amore mi sono innamorato ancora di più di questo sport. Alla fine, cadere mi ha insegnato che anche dai periodi bui ci si rialza». A dire il vero, durante l'anno e mezzo lontano dal campo, quello che c'è stato fra Fabio e il calcio è stato un nuovo innamoramento. Eh sì, perché la prima volta, il primo amore era scoccato diversi anni prima. «La mia passione nasce grazie a mio fratello Giulio, tre anni più grande di me. Io ero quasi costretto ad andare con mia madre a vedere tutti gli allenamenti e le partite e così, giorno dopo giorno, si è accesa la scintilla. Ricordo che ogni momento libero diventava un pretesto da piccoli per uscire di casa con mio fratello maggiore e i cugini a giocare a calcio. Mio padre, invece, non seguiva il calcio finché anche io ho iniziato ad appassionarmi. Vedendo me e mio fratello così "fissati", ha finito per innamorarsi anche lui di questo sport. È diventato un tifoso instancabile, seguiva tutte le nostre partite e gli allenamenti. Gli piaceva stare con i giovani e col tempo è entrato anche in società alla Fides». E i sogni nel cassetto? Fabio ne ha uno che sembra piccolo ma che racchiude in sé un mondo di emozioni e di significati. «L'anno dopo aver vinto il campionato Juniores, la Fides ha messo in atto un cambio generazionale e ha portato in prima squadra molti ragazzi, fra cui anche me. All'andata di quel nuovo campionato avevamo 6 punti, nel girone di ritorno ci siamo salvati ai playout perdendo solo una partita. Fu un cammino incredibile. Adesso mi piacerebbe vincere qualcosa sul campo, entrare nella storia di questa società, perché siamo giovani e rappresentiamo il paese. L'80% del gruppo è composto da ragazzi nati o che vivono a San Pietro: ci sentiamo questi colori e questa maglia tatuata sulla pelle e vorremmo regalare una gioia ai dirigenti e a tutti i tifosi». .