null

Le storie

di Stefano Gobetti

«Gli avversari? Io me li bevo». Parola di barman

Pallone d'Argento 21 mag 2022
Calcio e cocktail: Stefano Taurino al bancone del bar nel ruolo di barman Calcio e cocktail: Stefano Taurino al bancone del bar nel ruolo di barman

Gli avversari? Stefano Taurino sulla fascia se li beve tutti. Logico per uno che sei anni fa faceva come secondo lavoro il barman nel fine settimana: «L'ho fatto per tre anni - spiega lui - un po' per arrotondare e un po' per provare una nuova esperienza. Lavoravo in un bar in centro a Thiene che alla sera aveva un bel giro, era gestito da una ragazza che conoscevo che prima aveva un locale a Schio. Parlando con lei è venuto fuori che cercava una persona dietro al bancone e io ho colto l'occasione al volo, anche perché mi piace stare a contatto con la gente. Ho fatto un corso con l'Associazione Italiana Barman per imparare le basi del mestiere e poi mi sono lanciato. E' stata una bellissima esperienza che consiglierei a qualsiasi ragazzo: se sei un po' timido riesci a tirare fuori la parte più estroversa di te. Adesso quando organizzo le cene a casa con gli amici sono più interessati ai cocktail che preparerò nel post serata piuttosto che a quello che mangeranno!».
Stefano come primo lavoro ne faceva già uno che lo portava a contatto con le persone, anche parlando altri idiomi: «Mi sono laureato in Lingue a Padova, parlo correttamente inglese, francese e tedesco. Ho sfruttato a pieno queste competenze trovandomi un lavoro come commerciale presso un'azienda di Fara che produce lamiere di acciaio. Fare il commerciale non è facile, bisogna sapersi vendere bene». Ma le sue belle soddisfazioni Stefano se l'è prese anche con il pallone, al quale si è avvicinato seguendo le orme di papà Roberto, suo primo tifoso e primo critico se c'è da dare "carne", ex centrocampista del Concordia Schio: «Ho avuto la fortuna di arrivare al Vicenza Calcio per fare gli Allievi - ricorda Stefano - conoscendo altri due miei omonimi (Stefano Pietribiasi e Stefano Pozza) che poi hanno fatto i professionisti per qualche anno. Io invece sono stato frenato da un infortunio l'anno che sarei dovuto approdare in Primavera e così dopo qualche mese sono ritornato allo Scledum '93 dove in seguito avrei debuttato in prima squadra. Comunque non ho rimpianti, penso onestamente che anche senza quel malanno la mia carriera sarebbe stata comunque tra i dilettanti».
Sempre tra Seconda e Prima Categoria, Stefano una volta ha sentito il profumo della Promozione: «Sì, solo quello però. Avevamo appena vinto gli spareggi di Prima con il S. Vito di Leguzzano e avevo iniziato la preparazione con loro. Però durante l'estate la società mi ha fatto capire che non rientravo nei suoi piani: non c'è stato nessun problema e mi sono accasato all'Isola Castelnovo dove ho fatto quattro begli anni. Tra i miei rimpianti calcistici rimangono la retrocessione ai play-out con il Thiene con una rosa che senz'altro poteva fare di più»..