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Le storie

di Vincenzo Pittureri

Ha rinunciato alla Serie D per amore del Bassano. E adesso punta a ritornarci

Pallone d'Oro 29 mar 2022
Alex Pellizzer Alex Pellizzer

Alex non è l'Ariete parafrasando la non memorabile opera prima (e ultima) sul grande schermo di Tomba la Bomba, tuttavia lascia il segno eccome. Sempre. Alex Pellizzer due anni fa era titolarissimo e inamovibile a Cartigliano in serie D: ambiente ideale, una famiglia, vetrina invidiabile per rincorrere magari palcoscenici ancora più prestigiosi eventualmente al piano di sopra. Invece a 24 anni gli è arrivata la chiamata del Bassano, il primo amore. E siccome il primo amore non si scorda mai, chissenefrega se i giallorossi sono un gradino più sotto in Eccellenza, Alex si precipita a indossare la maglia che aveva sempre sognato di vestire, ma con la prima squadra. Decisione forse impopolare e poco egoistica nel pieno della carriera.

«Sì, ma di sicuro decisione di cuore - interviene il diretto interessato - sono cresciuto in quel club sulla scia di mio fratello maggiore Michele, ho sempre sperato un giorno di poterci tornare. E quando si è presentata l'occasione non ho saputo né voluto dire di no, anche se a Cartigliano stavo benissimo. Ma ho ancora negli occhi la gioia di mio padre quando gli ho comunicato la notizia, quando gli ho detto che sarei andato al Bassano. Lui non si è mai perso una partita dei giallorossi, figurarsi la mia felicità nel poter scendere in campo al Mercante. Ricordo da bambino quando facevo il raccattapalle allo stadio. Ho nitidamente in testa le immagini della festa promozione per il balzo in C nel 2005, ero lì a bordo campo, la rete decisiva di Ale Beccia col Montebelluna all'ultima giornata, i tifosi ad abbracciarsi sul prato, che momenti...». Eppoi le domeniche al velodromo a seguire il fratello Michele. «Ci sono state da spettatore partite indimenticabili - riavvolge il nastro Alex - penso al 2-0 alla Salernitana giocando con un uomo in meno quasi un'ora, oppure al pareggio col Verona in casa e la gente fuori perché l'impianto era stracolmo e non si trovava più un biglietto...». C'è chi immagina o più probabilmente vagheggia di ricomporre i due fratelloni al centro del pack arretrato. Ma Alex frena i voli di fantasia. «Sarebbe meraviglioso, ma Michele sta compiendo un altro percorso - ammette - ormai a Chiavari ha messo radici, gioca e vive lì con la famiglia e i figli da 7 anni, credo sia difficile un ritorno a Bassano anche una volta smessi i panni agonistici. E comunque non gliene ho mai accennato, le poche volte che ci vediamo, mediamente una ogni due o tre mesi, non parliamo quasi mai di calcio anche se so che lui mi segue e io faccio altrettanto».

Intanto il pregiato green del Mercante lo calca Alex a mantenere alto il nome della dinastia Pellizzer. «E per me è davvero un'emozione speciale ogni volta, non è un modo di dire - conferma - la maglia, il pubblico, la gente, è entusiasmante, indipendentemente dall'avversario o dalla categoria». A proposito di categoria, non è un mistero che il Bfc rincorra prima o dopo il ritorno in serie D, la nuova proprietà che ha fatto rinascere il calcio in riva al Brenta è stata chiara. «È vero, prima o poi ci vogliamo arrivare, sono venuto qua apposta - rimarca Pellizzer - la società è solida e con programmi ambiziosi, il rimpianto sinora è legato a un girone di andata sotto i nostri standard di rendimento. Poi nel ritorno stiamo facendo un gran recupero ma in spogliatoio non si fanno tabelle, si ragiona una gara per volta».