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Le storie

di Stefano Angonese

I racconti di Leonardo: «Il calcio è emozione»

Pallone d'Argento 05 mar 2022
Leonardo Scapin sul palco per il festival "Veneto Barbaro" Leonardo Scapin sul palco per il festival "Veneto Barbaro"

Calcio, scrittura, cultura. Passioni autentiche per Leonardo Scapin, 27enne terzino del Solagna, formazione che milita nel girone H di Seconda categoria.L'avevamo lasciato nell'estate 2020 fresco di laurea in Lettere alla Ca' Foscari di Venezia e con la sua prima fatica letteraria da poco data alle stampe, "Tentativo di volo", un libro "intimo", tra prose poetiche, testi brevi e racconti. Lo ritroviamo oggi ancora in maglia granata, nominato per la seconda volta nel listone del Pallone d'argento, ma soprattutto sempre più coinvolto in quello che ama e sogna di poter fare stabilmente "da grande". «Ho intrapreso un nuovo percorso, all'università di Padova, per conseguire la laurea magistrale in Scienze dello spettacolo, dando così continuità al precedente ciclo di studi. Mi mancano cinque esami, ma la tesi (tra un anno circa) è già in cantiere e verterà sul paesaggio veneto nei film dei registi Carlo Mazzacurati, Andrea Segre e Claudio Cupellini». Il territorio, a cui l'enfant du pays è legatissimo, e che è anche al centro di un coinvolgente progetto che gli sta regalando emozioni e soddisfazioni.

Festival e pallone «L'anno scorso, grazie a Pro Loco e Comune, abbiamo dato vita a "Veneto Barbaro, festival di esistenze e territori" (che deve il nome a un racconto di Goffredo Parise, autore tra i preferiti di Scapin), per promuovere e valorizzare Solagna e più in generale la Valbrenta, con tutte le sue peculiarità. Un palco, uno spazio per condividere e dare voce ad artisti emergenti delle nostre zone e che già dalla prossima edizione arricchirà la propria offerta culturale, mantenendo però un filo conduttore, un focus comune ai vari eventi che andremo a proporre».Nuove prospettive e vecchie certezze. L'amore per lo scrivere, che Leonardo stimola e ad allena. «Nei mesi scorsi ho partecipato a un concorso indetto da una casa editrice che traeva spunto da un aneddoto su Hemingway. Scrivere un racconto di sei parole. E il mio testo "Brevità, per non sprecare esistenze ulteriori" è stato tra quelli selezionati e inseriti in un libro-raccolta». E per definire l'essenza del calcio, quali sceglierebbe? «L'unico modo per restare bambini».

Emozioni impulsive Il calcio per lui è anche il contenitore delle emozioni più "impulsive". Com'è stato ritrovarle? «Mi è mancato molto giocare. A differenza della scorsa stagione, però, ho sempre pensato che stavolta arriveremo alla fine, sul campo. A dicembre il Comitato Veneto ha fatto la scelta giusta. Stop nel momento più duro per poi ripartire e non fermarsi più». Con che obiettivi? «Dopo un ottimo avvio, siamo calati, anche a causa di alcuni infortuni, scivolando in classifica. Stiamo incontrando varie difficoltà, soprattutto in fase realizzativa, e questo complica i piani. Il tesoretto sulla zona playout c'è ancora, ma dobbiamo reagire perché le qualità ci sono».

Raccolta fondi In attesa dei gol in campo il Solagna ne sta per realizzare uno ben più significativo. «Ci siamo attivati per raccogliere fondi da devolvere ad una delle organizzazioni umanitarie che opera in Ucraina. Fino allo scorso campionato giocava con noi un ragazzo ucraino che poi si è trasferito in Olanda per lavoro, ma con cui siamo sempre in contatto. Ci è sembrato naturale agire così»