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Le storie

I sogni di Balzarin, studiare Veterinaria e salvarsi col Marola

Pallone d'Oro 16 apr 2022
Matteo Balzarin Matteo Balzarin

Un pallone biancazzurro. Potrebbe essere questo il titolo di un'ipotetica fiction con Matteo Balzarin come protagonista. Il ventenne terzino infatti ha finora vestito solo questi due colori, dapprima nella cantera del Camisano, dove ha avuto Antonio Pistis come allenatore sia da piccolo che nella Juniores, e quest'anno nel New Marola in Promozione dov'è in prestito. Quando era più piccolo giostrava da difensore centrale, poi fino a 16 anni si è spostato a centrocampo e da quando ha fatto gli Allievi il suo ruolo è diventato quello di terzino sinistro: «Nel Camisano ho fatto delle amichevoli ma non sono riuscito a debuttare in prima squadra - spiega Matteo - per questo quando mi hanno proposto il prestito al Marola ha accettato subito, perché avevo sentito parlare bene di mister Marcolongo e sapevo che ci sa fare con i giovani. E poi perché avrei avuto finalmente la possibilità di giocare con i più grandi. Quest'anno ho quasi sempre giocato titolare, diciamo che a livello personale sono abbastanza contento delle mie prestazioni».
Balzarin quest'anno si è trovato catapultato in una realtà di "lacrime e sangue" perché il Marola sta cercando disperatamente di evitare gli ultimi due posti per potersi giocare i playout: «Sapevo che quest'anno sarebbe stata dura per noi, però siamo tutti pronti a lottare fino alla fine. Dovremo cercare di prendere punti anche nelle partite sulla carta proibitive, ormai di calcoli da fare ce ne sono pochi, anche se penso che la gara con il Rivereel all'ultima giornata sarà determinante. È ovvio che un domani mi piacerebbe vestire la maglia del Camisano in Eccellenza, ma diamo tempo al tempo». Matteo fuori dal campo è un tipo tranquillo. Tra i social usa Instagram e quasi non sa cosa sia Facebook, d'inverno ama andare a sciare, nel tempo libero si rilassa guardando le serie tv e a tavola predilige gli spaghetti al pesto mentre le verdure se può le dribbla. È affezionato al suo paese, anche se rimarca che «mancano punti di ritrovo quindi per un giovane non è il massimo», e poi c'è lo studio, una parte importante della sua storia. «Mi sono diplomato al Liceo Scientifico Scienze Applicate, studiare mi è sempre piaciuto. L'anno scorso ho tentato il test di ammissione alla facoltà di Veterinaria a Padova ma non sono entrato perché ho riportato un punteggio troppo basso. Così ho ripiegato sulla seconda scelta, ossia Biologia, ma il prossimo settembre voglio ritentare con Veterinaria perché è quella la professione che vorrei fare in futuro e non demordo. Mi piacciono gli animali, a casa ho una bellissima cagnetta barboncino che si chiama Sophie»