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Le storie

di Stefano Gobetti

Il portiere... in banca. «Io, Gino e Avramov: emozione al Menti»

Pallone d'Oro 08 mag 2022
Marco Zanconato alla presentazione con il Trissino Marco Zanconato alla presentazione con il Trissino

«Fin da giovane tre erano le cose che avevo in mente e che hanno sempre guidato le mie scelte: costruirmi una famiglia, studiare per trovare un lavoro soddisfacente e il calcio. Se do uno sguardo indietro sono contento di quello che ho fatto».
E può ben dirlo Marco Zanconato che insieme riveste il triplice ruolo di portiere del Trissino, suo paese adottivo, di papà di Vittorio e Isabel e di direttore di banca. «Nella mia vita la famiglia ha sempre avuto un ruolo prioritario - spiega Marco - la mia attuale moglie Elisa l'ho conosciuta a vent'anni e insieme abbiamo fatto un percorso che dura da quindici. Se mi chiedi quanti anni vorrei ancora giocare ti rispondo che dipende da lei... A me piacerebbe arrivare ai 40 anni ma solo se, oltre al fisico, regge l'equilibrio famigliare».
Scoperto da Gesualdo Albanese, riserva di Paolo Rossi nel Vicenza 76/77, Marco ha vissuto l'emozione di vestire la maglia del Lane per un biennio: «Il primo anno ero in Primavera mentre la stagione seguente mi hanno inserito nel gruppo prima squadra come terzo portiere. Oltre a me c'erano Gino Sterchele e Avramov, poi quest'ultimo andò via e arrivò Sergio Marcon. Gino all'inizio avrebbe dovuto fare la chioccia ad Avramov, poi le cose sono cambiate e lui è stato bravo a rimettersi in gioco facendo il suo ultimo anno da titolare. Io feci alcune panchine come dodicesimo, inutile dire l'emozione che si prova ad entrare in un Menti stracolmo ma ricordo con piacere anche la mia panchina allo stadio Delle Alpi col Torino, io che sono juventino. Quell'anno fu segnato dall'incidente a Julio Gonzalez, la sera prima eravamo tutti insieme alla cena prenatalizia. Poi Camolese fu bravo a trainarci alla salvezza. Di quel gruppo ho l'occasione di rivedere Riccardo Fissore (ora vice allenatore del Montecchio Maggiore) che abita anche lui a Trissino: suo figlio è in classe con la mia bimba e spesso ci facciamo una chiacchierata».
Dopo Vicenza Marco ha avuto dei contatti con la serie D (Sambonifacese, Trento e Alghero) ma alla fine è ripartito dall'Eccellenza a Suzzara, nel Mantovano: «Dopo Suzzara mi sono rotto il primo crociato (l'altro me lo sono rotto alla Provese), ho fatto riabilitazione e l'anno dopo sono tornato all'Arzignano in Promozione dove abbiamo vinto il campionato 2007/08, una grande gioia. Qualche anno dopo la riprovai ancora più grande quando rivinsi col Valdagno, finimmo con 14 punti in più sulla seconda e il gruppo che si era creato tra compagni, fidanzate e parenti vari quell'anno è stato proprio fantastico. Laureato in Economia Aziendale, amante della matematica, Marco parallelamente al calcio si è costruito la sua carriera da bancario facendo tutta la gavetta e arrivando da pochi mesi a ricoprire l'incarico di direttore in una filiale a Bassano.