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Le storie

di Felice Busato

«Io mi ispiro a Kakà e amo fare le ferrate»

Pallone d'Argento 28 mar 2022
Riccardo Pasianotto Riccardo Pasianotto

«Il mio modello? Kakà, campione brasiliano del Milan di cui sono grande tifoso e che cerco di imitare con spunti con palla al piede, assist e tiri da fuori area»: si descrive così Riccardo Pasianotto, ventunenne centrocampista del Sossano Villaga Orgiano, compagine del girone D di seconda categoria candidato dalla società al pallone d'argento assieme ad un altro centrocampista Jacopo Mazzucco.

Una carriera iniziata nel padovano a Mestrino dove ha abitato fino a 14 anni. Poi il trasferimento con la famiglia a Sossano per motivi di lavoro di tuo papà...
«Mi sono inizialmente diviso tra i settori giovanili del Lissaro e del Mestrino con tre anni importanti col tecnico Maurizio Tubaldo affrontando alcuni provini col Padova e il Chievoverona. Sossano mi è subito piaciuta essendo un paese tranquillo e nel club sossanese ho conosciuto un bell'ambiente trovandomi a mio agio nella squadra allievi guidata da Alberto Strazzacappa che, dopo quattro proficui anni al Sitland Rivereel tra allievi e juniores guidati da Giuseppe Faedo, ho ritrovato lo scorso anno nella breve esperienza in terza categoria poi interrotta dal covid».Una stagione quest'anno tutta in salita visto che dibattete al penultimo posto no?«La società ha investito fortemente sui giovani per motivi di bilancio e stiamo fatalmente pagando dazio alla nostra inesperienza con evidenti difficoltà realizzative, anche se sul piano tecnico possiamo contare su buone individualità. L'obiettivo è quello di acciuffare i play out facendo la rincorsa sull'Union Cus Casale di Scodosia col quale abbiamo pareggiato domenica scorsa per 1-1 come già all' andata».

Il gol più importante che dei cinque che ha finora realizzato, diventando il cannoniere della squadra?
«Quello su punizione che ci ha garantito il successo per 1-0 sulla Provese»

Dopo il diploma conseguito all'ITC 'Masotto' di Noventa ha trovato subito un'occupazione ben diversa da quello di ragioniere... come mai?
«Sono sempre in giro a cantieri nel Nord Italia seguendo il montaggio di silos ed essicatori dell'azienda di famiglia, un lavoro che ho imparato durante le vacanze scolastiche e che mi ha subito appassionato, non riuscirei proprio a stare chiuso otto ore in un ufficio».

Oltre al calcio lei si dedica a sport un po' estremi, quali?«Sì, mi piacciono le sfide con me stesso affrontando le ferrate in montagna con papà e la subacquea. Finora durante le immersioni sono arrivato fino a 32 metri alla piscina termale Y -40 di Montegrotto Terme, la più profonda del mondo».