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Le nuove sfide di Berlato: «Voglio seguire giovani»

Pallone di Bronzo 11 giu 2022
Luca Berlato Luca Berlato

Un pallone di bronzo per mettere la famosa ciliegina sulla torta in una carriera partita all'età di sette anni. È questa l'ultima sfida di Luca Berlato, difensore dell'Isola San Tomio Aics. Il giocatore, infatti, si appresta a chiudere con il calcio giocato pronto a reinventarsi in nuovi ruoli per la prossima stagione. «Quella del Pallone d'Oro è una sfida che mi hanno fatto fare i dirigenti, forse come premio alla chiusura della mia attività calcistica giocata». Classe 1976, Luca Berlato muove i primi passi nel Calcio Malo, il suo paese d'origine. Indossa il nerostellato fino ai 19 anni, trovando l'esordio in Eccellenza. Poi la decisione di scendere di categoria. «Per motivi di studio non riuscivo a svolgere i tre allenamenti settimanali e disputare la partita alla domenica. Studiavo all'università di Padova, ingegneria edile, e così sono andato a giocare in Seconda categoria a Monte di Malo. Poi per varie vicissitudini, la fine degli studi, il matrimonio e l'arrivo delle mie figlie, ho smesso di giocare». Seguono, perciò, circa quindici anni di stop. «Ho provato a fare un po' di palestra però è un'attività molto più individuale. Ho ricominciato a 40 anni negli Amatori dell'Isola San Tomio - prosegue -. Il calcio per me ha sempre rappresentato una grande passione, una valvola di sfogo e ho rimpianto questo sport quando mi sono fermato. Sarebbero stati gli anni più belli da un punto di vista sportivo. Il calcio di una volta era molto più agonistico, più duro, più maschio come tipo di sport: c'erano più contatti fisici. Adesso è diventato molto più tecnico, veloce, atletico». Da sempre difensore centrale, ripartire per Luca Berlato ha significato rimettersi in gioco, in tutti i sensi. «Dopo 15 anni di inattività è stata dura mettersi in forma fisicamente per poi poter giocare. Ho affrontato il primo anno con tanti sacrifici. Tanti allenamenti, acciacchi, molto più sforzo rispetto agli altri. Però dopo sono stato contento perché non ho mai avuto infortuni». Con la conclusione della stagione 21-22 terminerà anche la sua avventura con i tacchetti. Ma non lascerà il campo. «Il calcio deve essere nella mia vita per almeno altri 10 anni. L'ho già detto a mia moglie - continua scherzando -. È un ambiente sano, divertente, si può vincere o perdere però è un impegno serio dove si fa sport e si trova il terzo tempo per stare insieme. Ho voglia di far crescere ragazzi giovani». È questo, infatti, l'obiettivo per il futuro che verrà. «Passerò nello staff tecnico come allenatore o vice. Come Isola San Tomio stiamo investendo per ringiovanire la squadra, anche per adattarsi ai tempi - conclude Berlato -. I giovani hanno sofferto in questi ultimi anni, hanno bisogno di stare in compagnia, sfogarsi, riprendere l'attività fisica e avere mentalmente un impegno serio».