Di Maria Elena Bonacini

Maggiolo ha trovato la... chimica giusta con il suo Grumolo

NEXT GENERATION Il centrocampista è un universitario a Padova 08 apr 2021
Un gruppo molto unito L'ultima cena del Grumolo prima delle restrizioni Un gruppo molto unito L'ultima cena del Grumolo prima delle restrizioni

Nella linea mediana del Grumolo ha passato quasi tutta la sua vita calcistica, ma quello che Nicholas Maggiolo, classe 2001, ama di più è senz’altro il gruppo, con cui condivide non solo campo e spogliatoio, ma anche il tempo libero: «La squadra e la compagnia praticamente coincidono, cosa si può volere di più?». Anche Maggiolo, come tanti bambini, ha iniziato a giocare seguendo le orme del fratello più grande. «Di 2001 ce n’erano pochi, quindi sono legato all’annata 1999/2000. Ho sempre continuato a giocare non solo perché amo il calcio, ma in molta parte proprio per il gruppo. A parte due anni al Camisano ho sempre militato nel Grumolo». L’altra costante è la posizione in campo, trovata quasi subito. «Ho iniziato da difensore, ma a partire dagli Esordienti ho sempre giocato da centrocampista, che è anche il ruolo nel quale mi trovo meglio. I giocatori che mi piacciono di più: Pogba, per come usa il fisico e si sposta e poi, abbastanza scontato, Pirlo per la qualità». Scelte che tradiscono abbastanza il tifo calcistico. «Sì, sono juventino. Nella finale di Champions League contro il Barcellona hanno schierato veramente un centrocampo grandissimo, anche se purtroppo non è bastato…». Di tutti gli anni passati al Grumolo, i più belli secondo lui sono gli ultimi prima del Covid. «Dalla Juniores in su, appunto, squadra e compagnia praticamente coincidono. Siamo tutti giovani, dalla classe 1998 in giù, e del paese e siamo molto legati anche fuori.». La socialità è proprio la cosa che manca di più in periodo di pandemia e zone rosse, che hanno azzerato i ritrovi. «Fino a quando si è potuto, anche vederci in pochi alla sessione individuale era già qualcosa, ma mancano l’allenamento e la partitella, trovarci tutti insieme a scherzare, la cena del giovedì... era un bello sfogo la sera dopo lo studio o l’università. La domenica, poi, era il giorno che aspettavamo tutta la settimana, per la partita e perché dopo ci trovavamo tutti al bar per festeggiare o semplicemente per stare in compagnia: guardare il posticipo era il momento sacro di squadra». Il Covid, del resto, sta influendo molto anche sul modo di studiare della matricola Maggiolo. «Ho iniziato quest’anno a frequentare Chimica industriale a Padova e finché è stato possibile siamo andati a gruppi alterni, con laboratori in presenza, pur con orario ridotto. Adesso invece siamo a casa. Il sogno nel cassetto? Da piccolo ovviamente era la Serie A, adesso proseguire con quello che sto studiando, che mi sta appassionando molto, e trovare un lavoro che mi piaccia. In questo campo ci sono tanti ambiti interessanti». Infine l’appello: «Perché votarmi? Direi per l’attaccamento al Grumolo».•. © RIPRODUZIONE RISERVATA