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Le storie

di Maria Elena Bonacini

Midolati e il Camisano Questione... Centrale

Pallone d'Oro 25 apr 2022
Alessandro Midolati è uno dei pochi difensori in concorso Alessandro Midolati è uno dei pochi difensori in concorso

Un ragazzo d'oro al centro della difesa del Camisano. Alessandro Midolati, classe 2002 è da tre stagioni uno dei difensori centrali della formazione di Eccellenza. Una responsabilità non da poco per un ragazzo della sua età in una categoria decisamente impegnativa. Quando non è schierato nella retroguardia biancoceleste, invece, lavora nell'azienda orafa di famiglia. La sua carriera calcistica, da bambino, è iniziata a Torri di Quartesolo, per passare poi ai Giovanissimi del Camisano, dov'è rimasto fino ad oggi.
E dalla squadra Allievi, a 17 anni ha compiuto il salto diretto nella prima squadra di Eccellenza. Una costante, sin dall'inizio, è stata il ruolo, mai cambiato: difensore centrale. Contrariamente a molti ragazzini, attratti dai grandi attaccanti, Midolati non ha infatti mai subito il fascino della rete. «Non sono mai stato il bambino che voleva fare gol e ho sempre preferito giocare al centro della difesa e prima di tutto evitare di prenderli. Quello che mi piace è far credere all'attaccante di essere in una posizione agevole per lui, mentre si trova proprio dove voglio io». In questo lo aiutano alcune delle sue caratteristiche: «Sfrutto soprattutto la velocità, l'anticipo e il colpo di testa, visto che sono abbastanza alto».
E il lavoro di questi anni ha pagato, visto che è arrivata la chiamata in prima squadra quando era in quarta superiore. «L'esordio in Eccellenza contro il Bassano è uno dei ricordi più belli in assoluto della mia vita calcistica, soprattutto a quell'età. Non è semplice giocare da difensore centrale quando sei giovane, ma è quello che ho sempre fatto e che mi piace. L'altro ricordo bello risale alle giovanili, quando segnai in una finale del torneo "Città di Vicenza". Da difensore non mi capita spesso e fare gol al "Menti" è molto emozionante».
Il calcio, comunque, gli interessa soprattutto se lo vive in prima persona, più che da spettatore o supporter. Fuori dal campo non è insomma un grande tifoso. «Simpatizzo per il Milan, ma non seguo molto il calcio, a parte quello giocato. Il mio modello è Giorgio Chiellini, è vero che non è rossonero, ma è italiano e mi piace perché abbiamo caratteristiche simili». Nella vita, dopo aver terminato gli studi, lavora nell'azienda orafa di famiglia: «Un lavoro che mi piace e mi gratifica e che per questo non pesa». Il sogno nel cassetto? Decisamente coerente con il suo presente. «Vorrei ricavare soddisfazione facendo ciò che mi piace, sia nel lavoro che nel calcio. Mi piacerebbe che tra qualche anno quest'ultimo fosse parte integrante di questa realizzazione. E voglio essere indipendente». Intanto un'altra soddisfazione è la candidatura al Pallone d'Oro da parte della società. Ma perché votarlo? «Perché dal confronto con le altre squadre ho notato che non ci sono molti difensori centrali della mia età e questo mi rende particolarmente fiero. È un ruolo che richiede tanta responsabilità, anche per ritagliarsi un posto in squadra».