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Le storie

di Stefano Angonese

Nicolò a tutta Lampo. «Come una famiglia»

Pallone d'Argento 22 mar 2022
Nicolò Tessarollo della Lampo 1945 in azione (Foto EDDY RIZZOTTO) Nicolò Tessarollo della Lampo 1945 in azione (Foto EDDY RIZZOTTO)

Més que un club. No, non siamo al Camp Nou di Barcellona. Ma se chiedi a Nicolò Tessarollo che cos'è per lui la Lampo 1945, la sua risposta racchiude un po' tutto questo. Più di una squadra. «E' l'espressione massima del gruppo, come una famiglia, senza retorica. Qui tutti si sacrificano, danno il 100% per la causa e per questo ho sposato il progetto e voglio continuare a crescere con loro». Ventisei anni appena compiuti, lavora nell'informatica come programmatore di sviluppo software in un'azienda di Marostica, è un "onnivoro" in fatto di cinema e serie tv; mentre per quanto riguarda la lettura svaria dal genere fantasy ai gialli, non disdegnando qualche biografia sportiva. Inoltre è uno dei pochi giocatori in rosa non originari di Carmignano di Brenta. L'amicizia, però, lo ha condotto qui.

Amico del Ninja «Conoscevo Luca Donanzan (il "Ninja", uno dei candidati nell'edizione 2020) fin dai tempi della scuola; siamo sempre rimasti in contatto e lui mi aveva già coinvolto nei tornei estivi a cui partecipavano altri giocatori della Lampo. Così ho iniziato a conoscerli, ad integrarmi e la scelta di raggiungerli è stata naturale». Anche a scapito di altre offerte. «Qui è speciale e la società ha sempre dimostrato di tenere a me». Tanto da nominarlo per l'iniziativa del GdV. Per il Pallone d'Argento la concorrenza è tanta; più ristretta, ma altrettanto agguerrita, quella per il "Puma d'oro", l'ambito riconoscimento che viene assegnato all'mvp di giornata attraverso un sondaggio sul profilo Instagram del club (da sempre molto attivo sui social).

Puma d'oro Lui l'ha già conquistato, salendo pure sul terzo gradino del podio generale al termine del girone di andata. Nel lato B, invece, Tessarollo ha avuto il merito di interrompere il lungo digiuno che aveva colpito gli arancioazzurri, a secco di gol nel 2022 fino al 13 marzo. «Sono un attaccante che fa a sportellate con gli avversari, lotto, corro, mi piace lavorare per i compagni con sponde e giocate di prima, ma dovrei finalizzare molto di più essendo una prima punta. Per ora sono 4 le reti stagionali, vedrò di aumentare il bottino da qui alla fine». Non sarà il classico bomber che "apre tutte le porte", ma nella galleria di gol da ricordare trovano spazio occasioni speciali: «A Rossano realizzai la rete decisiva in un derby con il Cassola; mentre nei playoff di Seconda del 2018 andai a segno nella stracittadina contro il Real Stroppari. Nel primo anno alla Lampo, invece, mi riuscì un pallonetto da circa metà campo». Tornando al presente, qual è il bilancio fino a questo punto? «Si potrebbe fare qualcosa in più, la squadra ha le qualità per migliorare». Soprattutto se, a una delle retroguardie più solide del girone G, il reparto offensivo garantisse maggior concretezza, nonostante il notevole apporto di Dalle Tezze, l'altro candidato, che ha già raggiunto la doppia cifra. «Fabio è un trequartista, con lui c'è un'ottima intesa. Se potessi gli ruberei il tiro da fuori. Insieme a Nicola Lago è un elemento che vorrei sempre con me in squadra».