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Le storie

di Francesco Meneguzzo

Piazzon e il rito: «Ho un tatuaggio dedicato al nonno»

Pallone d'Oro 18 mag 2022
Andrea Piazzon Andrea Piazzon

«Che emozione quel giorno quando ho giocato contro Tonali». Queste le parole del centrocampista del Cornedo Andrea Piazzon ricordando quando, vestendo i colori del Real Vicenza, affrontò il talento ora in forza al Milan. «Ricordo bene quella partita contro il Brescia e sinceramente già all'epoca si vedeva che quel ragazzo aveva nettamente una marcia in più rispetto a tutti gli altri; era un piacere vedere come accarezza il pallone anche se - dice in tono scherzoso il classe 2001 - ora da buon interista sto rosicando di brutto perché proprio a causa dei suoi gol i cugini milanisti ci stanno soffiando lo scudetto anche se, comunque, i giochi non sono ancora completamente conclusi». E se per la corsa scudetto come detto tutto può ancora accadere, il Barella della mediana gialloblu - idolo al quale dice di ispirarsi da qualche anno dopo aver preso a lungo da esempio un mago della mediana come Iniesta - nella stagione conclusa ha invece dato il suo importante contributo per il raggiungimento di una storica salvezza alla squadra allenata da mister Davide Zenorini. «A Cornedo mi sono trovato veramente a mio agio fin dal primo giorno, direi che c'è l'ambiente ideale per giocare tanto che, al nostro primo anno di partecipazione in Eccellenza, siamo riusciti a raggiungere una salvezza sulla quale non tutti magari credevano... ora come squadra ci stiamo organizzando per festeggiare il traguardo raggiunto nel miglior modo possibile».

Guardando al futuro Piazzon (che dopo aver tirato i primi calci ad un pallone al Creazzo ha poi giocato a Padova, al Real Vicenza, al Bassano e nella Beretti del Vicenza prima di approdare nel mondo dei grandi con l'esordio in prima squadra celebrato lo scorso anno in forza allo Schio) afferma: «Il mio sogno è sempre stato quello di diventare un calciatore professionista, ma ora che l'età va avanti sono consapevole che le possibilità che ciò si avveri sono sempre minori. Io cerco di dare sempre del mio meglio ad ogni allenamento e sarebbe davvero fantastico riuscire a giocare un giorno in Serie D. Nel frattempo ho iniziato gli studi di scienze motorie all'università di Verona, un'altra mia speranza è quella di poter magari in futuro lavorare nel campo sportivo». Facendo infine un salto alle origini della sua avventura pallonara il mediana del Cornedo svela: «Penso di aver ereditato la passione per il pallone da mio papà Nicola e da mio nonno Angelo - scomparso nel 2010 - al quale ero legatissimo (veniva sempre a prendermi agli allenamenti e fin da piccolo mi portava allo stadio a vedere il Vicenza) tanto che in suo onore mi sono fatto un tatuaggio e prima di ogni partita lo bacio perché anche da lassù il nonno mi segue».