Di Marta Benedetti sport@ilgiornaledivicenza.it

Pilati, mister punizioni con il sogno dei robot

NEXT GENERATION Il terzino alla “Spinazzola” designato dall’Union LC 04 mag 2021
Piede caldo Pilati è specialista nel calciare le punizioni di potenza Piede caldo Pilati è specialista nel calciare le punizioni di potenza

Segna solo su punizione e sogna di programmare robot. Non serve incalzare Mirko Pilati con le domande, il terzino destro dell’Union LC è un ragazzo spigliato che mai. Vent’anni, originario di Conco, ha sempre giocato a Lusiana. «Questa società l’ho vista nascere e modificarsi tutte le volte. L’ho conosciuta con la sua vecchia denominazione, Lusiana Conco, l’ho vista crescere come Junior Altopiano e ora che è Union LC sono protagonista sia con la formazione juniores che con la prima squadra. Qui gioco da sempre - racconta -. Ho ricoperto un po’ tutti i ruoli, ma quello che mi si addice di più è quello da terzino destro». Pilati è un ragazzo tranquillo che studia, lavora e ha avuto sempre il calcio come passione. Come capita a molti, ha dovuto anche superare delle difficoltà e rimettersi in gioco. Il 2016 è stato il suo annus horribilis: «Ero alla mia prima stagione con gli Allievi. Andando ad un allenamento, feci un incidente, mi ruppi il femore e rimasi a letto per tre mesi; riuscii comunque a tornare in campo nello stesso anno ma dopo poco mi strappai. Fu proprio una stagione maledetta, ora per fortuna sto bene». La corsa è la sua arma migliore. «Corro su e giù lungo la fascia e non mi fermo mai, vado finché ne ho. Sono abbastanza veloce e metto cross invitanti per gli attaccanti. La mia specialità però è fare gol su punizione; in una stagione sono arrivato fino a 6. Non mi scorderò mai quello realizzato contro il Galliera, due anni fa; avevo appena discusso con l’arbitro, ho segnato da 40 metri». Piazzati alla Pirlo o fucilate ad effetto alla Roberto Carlos? «Diciamo che opto sempre per la botta, la potenza - risponde Pilati - calcio forte perché così mi viene naturale e a volte spero anche nell’errore del portiere e nell’effetto sorpresa». Pilati si è diplomato all’istituto superiore Rigoni Stern di Asiago. «Ora sto frequentando un corso sull’automazione, la programmazione di robot e plc. In futuro vorrei lavorare all’estero e occuparmi di programmazione di robot. È una delle mie grandi passioni, nata a scuola nell’ultimo anno - dice -. Anche il lavoro che svolgo, a Rosà, ha a che fare con l’automazione. Tifo Roma, Totti è il mio idolo e mi ispiro a Spinazzola». Ha un piccolo grande sogno nel cassetto, riguardo al calcio: «Vorrei che tutti i ragazzi con cui ho giocato nelle categorie giovanili tornassero a Lusiana, mi piacerebbe centrare una promozione assieme a loro. Con tanti ex compagni ho vinto il Città di Rosà e conservo ricordi bellissimi delle annate Esordienti e Giovanissimi». Ci sono situazioni che solo chi vive dalle parti di Pilati sa apprezzare. «Giocare quassù può sembrare difficile a molti. Lo è in effetti - ammette -, perché tutti gli inverni dobbiamo combattere con pioggia, neve e freddo. Ho svolto un allenamento memorabile quando ero esordiente; l’allenatore Moreno Maino creò tutto un percorso con la pala in mezzo alla neve. Un’altra volta, dovevamo giocare il derby contro l’Asiago; prima della partita, i genitori, tutti uniti, spalarono 30 centimetri di neve per permetterci di scendere in campo. Il bello è che dalle nostre parti ci si conosce tutti, siamo una grande famiglia. Io sto bene dove sono, non scenderei a vivere in pianura, anche perché soffro molto il caldo. Permettetemi di ringraziare tanto mio papà - conclude il giovane atleta -, non è mai mancato ad una mia partita e per un figlio è una cosa importante».

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