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Le storie

di Anna Fabrello

Quei gol del Lakota una questione di pura statistica

Pallone d'Argento 05 mar 2022
Matteo Benetti, centravanti del Lakota in seconda categoria Matteo Benetti, centravanti del Lakota in seconda categoria

Un bomber che lavora ai ferri e all'uncinetto, gioca a bocce, fa l'animatore in parrocchia e studia Scienze Statistiche per diventare collega dei suoi vecchi insegnanti. Insomma, un centravanti tuttofare che con i suoi sette gol siglati fin qui è il miglior marcatore del Lakota, squadra che occupa il quarto posto in classifica nel girone F di Seconda categoria. Il suo nome è Matteo Benetti e vive a Dueville dove, assieme alla sorella Sofia, realizza con i ferri o con l'uncinetto cappelli, sciarpe, borse e molto altro: «Abbiamo aperto una pagina Instagram, che si chiama Uncinettini. È una passione che ci lega», ha spiegato il giocatore. E che dire: la sua vita di certo è bella impegnata visto che l'attaccante coltiva molte altre passioni e il sabato lavora, oltre ad essere animatore in parrocchia.

«Il mio tempo è dedicato principalmente all'Università - ha raccontato Benetti -, studio Scienze Statistiche a Padova e sono al primo anno della Magistrale. Il mio obiettivo per il futuro è diventare professore di Matematica alle Superiori, il sogno invece è diventare collega dei miei vecchi insegnanti. Coniugare studio e calcio? Non è mai stato troppo impegnativo: fortunatamente me la sono sempre cavata molto bene in ambito scolastico. E poi di sera, quando ci sono gli allenamenti, è un momento della giornata in cui proprio non riesco a studiare, quindi non vedo l'ora di andare a giocare». Tra tutti gli interessi il pallone è parte integrante della sua quotidianità: «Per me è molto importante con il senno di poi credo che qualche anno fa ne fossi quasi ossessionato. Ho rinunciato a molto per giocare a pallone. Oggi è uno sfogo fondamentale, si tratta di una passione nata quasi per caso: in prima elementare mio papà voleva iscrivermi ad uno sport e scelsi il calcio perché alcuni dei miei amici lo praticavano. A chi mi ispiro? Non mi piace parlare di ispirazione in realtà, però il mio calciatore preferito è da sempre Alessandro Del Piero: è stato anche grazie a lui che mi sono innamorato del pallone da piccolo».

Un giovane che ha ancora tanta strada da fare, con i piedi ben piantati per terra, obiettivi chiari in testa e una sana passione per questo sport, che però il Covid ha fatto vacillare: «Dopo il primo stop mi era venuta voglia anche di mollare - ha ammesso Benetti -. Ora per fortuna le cose sembrano andare meglio. L'importante è giocare la domenica e finché c'è questa possibilità siamo tutti contenti. È questo che conta». La conferma che quello che fa lo fa fatto bene Matteo Benetti arriva dalla sua società attuale, il Lakota, che lo ha candidato per aggiudicarsi il Pallone d'Argento, conteso tra i giocatori di Prima e Seconda categoria: «È stata una vera sorpresa! Non mi aspettavo nulla di tutto questo, perciò non posso che esserne orgoglioso».