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Le storie

di Stefano Gobetti

Randon, autocritica e lavoro: «Non sono alto, devo allenarmi»

Pallone d'argento 27 mag 2022
Mattia Randon odia prendere gol anche quando stravince Mattia Randon odia prendere gol anche quando stravince

In effetti nella famiglia Randon un portiere mancava. Tra due centrocampisti (il papà Stefano e lo zio Michele che ha giocato fino a quest'anno) e il fratellino Nicola, difensore centrale nei Giovanissimi del Trissino, ci ha pensato Mattia, classe 2000, a colmare la lacuna. «Ho debuttato in prima squadra quattro anni fa - spiega lui - perché in quel momento a Brogliano eravamo in difficoltà con i portieri. L'anno successivo ho fatto l'esperienza della Juniores Regionale con la Virtus Cornedo, forse è stato il campionato più bello che ho fatto perché siamo arrivati terzi. E poi ho avuto la possibilità di allenarmi quasi tutte le settimane con la prima squadra che faceva la Promozione e conoscere portieri veramente forti. Ero seguito dal preparatore Matteo Vivian che mi ha dato un importante contributo a livello tecnico e mentale. Quest'anno invece ho avuto Federico Lucato con il quale ho lavorato molto bene».

Se la sospensione dei campionati per pandemia ha toccato un po' tutti, chiaramente per un giovane portiere l'inattività ha pesato di più: «Quest'anno all'inizio ci ho messo un po' a trovare la migliore condizione ma me l'aspettavo - continua Mattia - strada facendo ho acquisito sicurezza. Ho iniziato a parlare tanto in campo, l'allenatore ha battuto molto il chiodo su questo aspetto che fa parte del mio ruolo. La caratteristica che maggiormente mi contraddistingue è la voglia di non prendere mai gol, anche sul 4-0 a nostro favore. Poi essendo poco più alto di 1,80, e quindi non un gigante, devo lavorare tanto sulla spinta per arrivare anche sui palloni più insidiosi. Se mio papà mi fa delle osservazioni? Diciamo che quasi non ce n'è bisogno perché mi rendo conto quando sbaglio, sono molto critico verso me stesso».

«Sono amico di Filippo Dani, portiere con buona esperienza in serie D. Quando usciamo insieme magari non parliamo tanto di calcio ma intanto gli ho copiato la marca dei guanti: spero mi portino gli stessi suoi risultati! E poi nella compagnia c'è anche Riccardo Tonin, per noi ragazzi del paese è una celebrità. Quest'anno è stato in prestito al Cesena ma il suo cartellino è ancora del Milan: per come lo conosco io Riccardo è uno che può fare carriera. E poi io sono anche milanista...».

E la gioia scudetto per Mattia si è intrecciata con il week-end a Jesolo per il festone di fine stagione con i compagni di squadra: «Riguardo a questo appuntamento do' una nota di merito a capitan Andrea Guiotto per il suo contributo alla causa. Anche se la palma del più scatenato della compagnia, pur essendo difficile scegliere, va ad Alessandro Nizzero. Donnarumma? Anche se con noi non si è comportato benissimo per me è ancora il più forte. Comunque Maignan è stata una bella sorpresa perché in pochi lo conoscevano. E ce lo teniamo stretto». .