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Le storie

di Stefano Angonese

Sudiro: calcio, robot e... campanile «Il Real è un amore»

Pallone di Bronzo 24 mar 2022
Emanuele Sudiro è molto legato alla sua frazione Emanuele Sudiro è molto legato alla sua frazione

Segni particolari: orgogliosamente rampazzino. Emanuele Sudiro, a distanza di tre edizioni tornato nel listone dei candidati al Pallone di Bronzo, tiene maledettamente all'identità della frazione di Camisano in cui è cresciuto, vive, gioca, progetta, coltiva l'orto e suona pure le campane. Classe '98, centrocampista tuttofare, per lui il Real Rampazzo, formazione da tempo emigrata nel girone A di Padova del campionato di Terza categoria, è sempre stato un pallino. Fin da "bocia", quando tentò una prima volta di coinvolgere gli amici ed allestire una squadra che fosse espressione del suo territorio.
«La prima volta (allievi) non avevamo i numeri; la seconda, come juniores, sì, ma si trattò di un'esperienza "distruttiva" a livello di risultati. Tuttavia la soddisfazione e l'orgoglio di esserci riusciti erano più importanti».
Il terzo tentativo fu quello buono. «Qui c'era solo una realtà Aics, ma volevo che Rampazzo giocasse nei tornei Figc». E poi costanza, tanta. Soprattutto perché l'impatto con la Terza categoria è stato duro: prima come Polisportiva (1 vittoria a tavolino, 4 pareggi e 41 sconfitte), poi come Real in cui, però, le cose iniziano, finalmente, a girare. Quest'anno decisamente. «Siamo partiti con l'obiettivo di migliorare la stagione 2019/20 (bottino di 13 punti prima dello stop per la pandemia) ed è già stato raggiunto. Il cambio di passo c'è stato grazie anche ad alcuni innesti che si sono integrati subito».
Da sempre presidia la mediana, anche se... «Sono un po' un jolly; credo, tranne il portiere, di aver ricoperto tutti i ruoli, disputando un intero girone da centrale difensivo». Pregi e difetti in campo? «Non so tirare (e ride). Di gol ne segno pochi, quest'anno sono ancora a secco (tre i "legni" colpiti); in compenso me la cavo con gli assist, il recupero palla e dicono abbia una buona visione di gioco».
Spazio alla creatività, anche fuori dal rettangolo verde. Sudiro, che da gennaio lavora come progettista di sistemi elettrici, è laureato in ingegneria elettronica. E per la sua tesi... «Ho imparato a disegnare in 3D da solo, progettando e stampando un drone che, successivamente, con l'aiuto di un amico ho anche fatto volare. Ora invece sto lavorando, software incluso, ad un robot-aspirapolvere». Ma gli interessi di Emanuele non si esauriscono qui. «L'orto di nonna Maria. Me ne occupo assieme a Cristina, una delle mie tre sorelle; lei è la mente, io il braccio. Insieme abbiamo anche realizzato il sistema di irrigazione automatico».
E poi c'è l'appuntamento del sabato sera. «Alla chiesa di S. Maria Maddalena per suonare a corda col "sistema veronese" le campane. Una forma d'arte, una tradizione che porto avanti tra gli altri con due compagni di squadra, Padovan e Vanfretti, e l'ex presidente Flaminio».