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Le storie

di Anna Fabrello

Trentin, corsa in fascia. Un capitano di... legno

Pallone d'Argento 05 apr 2022
Nicolò Trentin Nicolò Trentin

«Sono un terzino sinistro che ama correre come un cavallo su è già per la fascia per tutta la partita». Si definisce così Nicolò Trentin, candidato al Pallone d'Argento dal Poleo Aste. Amante del nostro territorio, della montagna e della cucina italiana, il giocatore gialloverde è una colonna del club scledense che, dopo qualche anno di difficoltà in Prima categoria, ora è quarto nel girone C e in lizza per la vittoria del campionato.
«Poleo è una società, o meglio una famiglia, che ti accoglie mettendosi a completa disposizione - ha raccontato Trentin -. I primi anni sono stati abbastanza tranquilli invece dopo si è aperta una serie di stagioni sempre con l'acqua al collo, forse per la poca esperienza di giocatori e allenatori, ma alla fine, abbiamo sempre ottenuto quello che si voleva, ovvero restare in categoria. Negli ultimi due anni, la società ha cercato di creare una solida base con i ragazzi di esperienza e inserendo giovani di ottime qualità, cosa che sembra proprio sia stata azzeccata visto i risultati raggiunti fino a qui, anche se l'ultima parola va detta a fine campionato. Credo che il merito sia anche e soprattutto di mister Acciaio che, grazie alle sue competenze e al suo modo d'essere sta aiutando a dare armonia al tutto». Il terzino classe 1994 ha saputo farsi voler bene e guadagnarsi anche nel corso del tempo la fascia di capitano: «Sono capitano, anche se facendo il trasfertista per un'azienda metalmeccanica che fa impianti alimentari, ultimamente sto cedendo la fascia ad altri vecchi perché a malincuore sono via per lavoro - ha detto Trentin -. Per me la candidatura della società per il Pallone d'Argento è un bel gesto di gratificazione per quello che ho dato e sto dando e spero soprattutto per quello che cerco di trasmettere ai giovani».
Oltre alla passione per la montagna, d'estate con camminate e d'inverno sciando, Nicolò Trentin si diletta anche nel lavorare il legno: «Nel tempo libero mi piace creare piccoli oggetti per la casa». Ma il suo primo amore rimane il pallone: i primi calci a 8 anni, per poi vestire la maglia biancorossa e quella di altre importanti società vicentine come Thiene, Marano, Cartigliano e Leodari. E anche per lui gli ultimi anni, fortemente condizionati dal Covid, non sono stati idilliaci: «Penso che il calcio in questo periodo si stia un po' allontanando dai bambini, cosa che non fa bene ai ragazzi, ma nemmeno all'organizzazione calcistica in generale - ha sottolineato Trentin -. Il Covid sicuramente ha peggiorato la situazione e deve esserci un grande impegno da parte della Federazione per aiutare le piccole società a sostenere tutti gli oneri a cui devono far fronte. Le scorse due stagioni le ho vissute con uno spirito di rassegnazione, perché purtroppo era tutto nel limbo e affrontare un campionato con un punto di domanda sempre davanti non fa parte dell'idea che avevo del calcio». Un ragazzo genuino, cresciuto con i sani valori dello sport, che ha vuole anche lanciare un messaggio ai giovani: «Esorto i ragazzi a divertirsi facendo sport, perché lo sport è un momento di condivisione, di sfogo. E tutti ne hanno bisogno, specialmente di questi tempi»..