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Le storie

di Francesco Meneguzzo

Un anno terribile per Mazzaretto. «Ma ora mi rifarò»

Pallone d'Argento 02 giu 2022
Giovanni Mazzaretto Giovanni Mazzaretto

Obbiettivo riscatto. È il caso di Giovanni Mazzaretto, attaccante del Motta per il quale la stagione appena conclusa non è stata di certo ricca di soddisfazioni -calcisticamente parlando- e da sportivo tenace qual è non sta lì a piangere sul latte versato ma, al contrario, proietta già lo sguardo al futuro con voglia di rivalsa. Vediamo di spiegare meglio il tutto. Il classe 2002, infatti, oltre a non essere riuscito ad evitare la retrocessione in Terza categoria con la compagine rossoblu è da sempre tifosissimo del Vicenza e dell'Inter con i biancorossi a retrocedere in Serie C dopo i playout persi con il Cosenza e i nerazzurri a vedersi sfuggire lo scudetto per mano dei cugini rossoneri. «Diciamo che la conquista della Coppa Italia e della SuperCoppa hanno alleviato in parte la delusione per un'annata sportiva che non posso di certo considerare minimamente sufficiente; nello sport e nel calcio però queste cose capitano, come si suol dire c'è sempre tempo per una seconda chance e quindi mi auguro che l'anno prossimo le cose possano essere diametralmente diverse ad iniziare dal calcio giocato: ho già una voglia matta di tornare in campo e rimettermi in gioco con il Motta per provare a riconquistare immediatamente la Seconda».
Attendendo la ripresa dell'attività magari il riscatto potrebbe iniziare dalla corsa al Pallone d'argento per colui che studia Economia dell'università di Verona e spera un giorno di poter diventare un manager d'azienda. «Sinceramente quando la barista del Motta Gigliola mi ha detto che si stava organizzando per sostenere la mia candidatura in questa bella iniziativa sono stato sorpreso e al contempo onorato: se dovessi spuntarla od ottenere un buon piazzamento le offrirò di certo una bevuta».
Ma il pallone si sa non è fatto solo di vittorie o sconfitte, al contrario al di là delle crude classifiche sa regalare comunque e sempre emozioni uniche: chi ha avuto modo di far parte di una squadra sa bene che sul campo tra un allenamento, una partita e una cena si crea un'atmosfera magica che va ben oltre il risultato come del resto testimonia lo stesso Mazzaretto.«Non so cosa mi regalerà il futuro ma sicuramente le serate in discoteca il sabato sera al mio primo anno a Creazzo sono state strepitose: in pratica - conclude il centravanti che dice di aver ereditato la passione per il pallone dal papà Fabrizio (con il quale ha iniziato a dare i primi calci ad un pallone) e dal nonno Silvano che lo portava sempre a vedere allo stadio il Vicenza - dopo ogni partita ci divertivamo tutti a ballare per quella sorta di terzo tempo che nessuno di noi potrà mai dimenticare».